Intervento al Bosco di Don Venanzio

Apr 6th, 2008 - 10:17 | Di admin | Categoria: Opinioni

Riporto il testo degli appunti sui quali ho basato la mia introduzione all’incontro di sabato 5 al Bosco di Don Venanzio, sperando di fare cosa gradita a chi non è potuto esserci.

Ci stiamo attrezzando per pubblicare anche qualche video dell’evento.

 Approfitto dell’occasione per ringraziare anche quanti sono intervenuti ed hanno collaborato.

[...]Siamo qui, nel Bosco di Don Venanzio, non solo perchè, come circolo di Pollutri lo abbiamo fortemente voluto, ma anche perchè questo bosco ha un significato simbolico, che forse non tutti conoscono: un tempo era molto più esteso di quanto lo è oggi poi, a partire dalla fine dell’ottocento e nel corso del secolo scorso, la sua superficie si è ridotta di molto.
L’uomo ha utilizzato questi alberi per realizzare le traversine della linea ferroviaria e successivamente per liberare terreno per l’agricoltura.

Vedete, tutto questo è emblematico e deve spingerci ad una riflessione.

Tutti riconosciamo l’importanza che ha avuto la ferrovia per lo sviluppo di questa terra, tutti sappiamo che, grazie all’agricolutra, le condizioni di vita delle popolazioni di queste zone sono cambiate profondamente dopo secoli in cui erano rimaste ai livelli del medio evo.

In qualche modo tutti dobbiamo riconoscere come il “sacrificio” di pezzi importanti di natura, è stato necessario per l’uomo. Per i suoi bisogni primari e per il progresso della civiltà.

Oggi però, come donne e uomini di una società moderna, ancora di più perchè Democratici, spappiamo che dobbiamo guardare alla nostra terra con una attenzione diversa.

Quel meccanismo per cui l’uomo predeva dalla natura per ottenere sviluppo, senza porsi problemi su quello che sarebbe successo dopo, oggi sappiamo che non è più sostenibile, ma anzi, che può e deve essere invertito.

L’uomo deve investire nella natura, tutelarla, lavorare nell’ottica del rispetto della terra e da questo otterrà uno nuovo tipo di sviluppo.

Questo succede già nei parchi, nelle aree protette, ma può e deve succedere ovunque se la Politica fa una precisa scelta verso un modello di sviluppo sostenibile.
In questo senso il programma del Partito Democratico, con ad esempio la rottamazione del petrolio, l’incentivo verso il fotovoltaico, ma anche iniziative come quella di oggi, rendono concreto un nuovo approccio all’Ambiente.

Concludo con un’ultima considerazione e con un invito: facciamo nostro l’impegno di costruire un’Italia, un Abruzzo, una Costa Teatina dove il rispetto dell’ambiente non sia visto come opposto allo sviluppo economico, dove ci sia la consapevolezza che i nostri tesori sono già alla luce del sole, che il nostro “oro” è già sulle nostre tavole, tutti i giorni davanti ai nostri occhi e dove, in ultima analisi, la Politica sia capace di riconoscere il Bene della Collettività e fare le giuste scelte per perseguirlo.

Angelo Taraborrelli

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